Nove anni di crisi hanno portato ad un crollo del numero di affitti

Dal 2008, dal sopraggiungere della crisi economica in Italia, tutti i settori produttivi hanno dovuto fare i conti con profonde modifiche ed hanno subito gli effetti della grave congiuntura negativa. Anche il comparto immobiliare, ed in modo particolare quello dei locali adibiti a locali commerciali, non ha fatto eccezione, e dal 2010 al 2016 gli affitti sono scesi in media del 30%, giungendo a Genova e Firenze ad oltrepassare il 40%; meno colpita risulta invece Torino con circa il 13% di diminuzione. La legge, infatti, ed in particolare la n.392 del 1978, riconosce al conduttore il diritto di recesso anticipato, qualora ne dia adeguato preavviso sei mesi prima alla controparte e comunque solo in caso di gravi motivi, ovvero fatti estranei ed indipendenti dalla volontà di chi usufruisce dell’immobile.

Affitti: perché investire è difficile

La crisi economica ha, infatti, costretto molti commercianti alla chiusura o a rinunciare ad ampi locali, tentando di ottimizzare il più possibile lo spazio disponibile. Le cause sono, purtroppo, ben note: il minor potere di acquisto non infonde coraggio nel consumatore, che conseguentemente acquista meno; il cliente preferisce sempre più l’e-commerce o la grande distribuzione al piccolo negozio al dettaglio; infine, i capitoli di spesa per gli imprenditori, e soprattutto gli obblighi fiscali, sono eccessivamente gravosi.

La crisi: opportunità per gli imprenditori

Lo scenario, per quanto difficile per le start-up, offre comunque molte opportunità. Una tra tutte è la rinegoziazione del canone d’affitto: ad oggi, infatti, due immobili su tre hanno visto una revisione a ribasso della mensilità. Da un lato, i locatori, dato l’aumento dell’offerta dei locali, avvertono la necessità di affittare a prezzi che risultino sostenibili per i commercianti; dall’altro, gli esercenti tendono a spostare le proprie attività nei centri storici, onde poterne massimizzare le potenzialità commerciali. In ogni caso, la città più cara risulta essere Milano, dove occorrerebbero circa € 1200,00, quasi un quarto in più rispetto alla Capitale.