Affittare un immobile: obbligo a scrivere sul contratto i dati catastali

Raramente gli immobili che ospitano uffici ed attività commerciali sono di proprietà dell’azienda o dell’imprenditore; viceversa, i locali sono spesso locati. Ma cosa accade quando si prende in affitto un immobile? Il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 obbliga tutti i proprietari che stipulano un contratto di locazione ad indicare i dati catastali relativi all’immobile locato: è così possibile capire la destinazione d’uso del locale, ovvero la finalità di utilizzo della costruzione. L’obbligo di riportare sul contratto tale dato, sulla base del quale l’immobile viene classificato nelle varie categorie catastali, è utile non solo ai fini fiscali, in quanto i tributi locali sono calcolati anche in base alla destinazione d’uso dell’immobile, ma soprattutto come tutela al conduttore: in caso di mancata indicazione, infatti, quest’ultimo potrebbe decidere di risolvere il contratto e chiedere un  risarcimento del danno; inoltre al locatore sarebbe inflitta una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’importo dovuto.

Affittare un immobile residenziale ad uso ufficio: cosa sapere

L’affitto di un immobile residenziale ad uso ufficio è una prassi che in realtà non potrebbe essere seguita, a meno che non si cambi la destinazione d’uso, facendo regolare richiesta all’Agenzia delle Entrate. Nonostante tale divieto, l’affitto di un immobile ad uso ufficio è una pratica che viene ampiamente utilizzata, ma che espone soprattutto il locatore a gravose sanzioni, in caso di accertamento statale: i Comuni, infatti, incrociando i dati in loro possesso, ad esempio per la determinazione della TARI, con quelli dell’Agenzia delle Entrate, potrebbero richiedere il pagamento dell’importo non corrisposto ed imporre comunque la richiesta per la variazione d’uso.

Affitto di un immobile residenziale, in attesa di variazione d’uso

Nel caso in cui il contratto venga stipulato prima dell’avvenuta variazione da parte dell’ufficio competente, il conduttore dichiara di aver preso visione dei dati catastali e di accettare l’immobile nello stato di fatto, impegnandosi comunque a procedere nel più breve tempo possibile alla variazione d’uso.